scheda tecnica
di Raffaele Marco Della Monica e Raffaele Manco
fotografia e montaggio di Raffaele Manco
ricerche Raffaele Marco Della Monica
Medal Bronze URTI 44th International Grand Prix for Author’s Documentary
Menzione Speciale al PRIX EUROPA 2025 Iris Category
Un giovane libico sale su un barcone per attraversare il Mediterraneo. Parte che è uno studente e calciatore professionista, sbarca trattato come un trafficante di essere umani.
La Vicenda
L’Equipaggio è la storia di Alaa F. Hamad Abdelkarim, ex calciatore libico condannato in Italia a 30 anni per omicidio colposo e traffico di esseri umani. Arrivato il 17 agosto 2015 su un barcone dove morirono 49 persone per asfissia, Abdelkarim è stato accusato insieme ad altri suoi amici di far parte dell’equipaggio e della rete criminale organizzatrice. Il reportage ripercorre le tappe di questa vicenda: dai sogni infranti dei migranti che viaggiavano con lui, alle ombre che avvolgono il processo, fino alla battaglia legale per ottenere una revisione della sentenza.

Il Contesto
Da anni l’Italia è il primo approdo in Europa per decine di migliaia di migranti in fuga da guerre e persecuzioni oppure in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli. La maggior parte di loro, una volta giunti dall’altra parte del Mediterraneo, si rende conto che quello che li aspettava non è il paradiso che avevano immaginato. Molti si sono ritrovati prigionieri in Italia o in altri Paesi europei.
Com’è accaduto agli oltre 2500 presunti “scafisti”, finiti in carcere con l’accusa di traffico di migranti il più delle volte perché costretti a mettersi al timone di una barca di disperati, minacciati dai veri trafficanti, che muovono le fila della tratta incassando i soldi e restando in Libia. Tra deposizioni raccolte nella frenesia del momento e problemi di traduzione, molti innocenti iniziano una nuova odissea non appena sbarcano sulle coste italiane.

L’esclusiva del documentario
“Eccomi. Sono quasi 10 anni che aspetto questo momento”.
Lo dice Alaa F. Hamad Abdelkarim alle nostre videocamere, i primi a intervistarlo, grazie al permesso e alla collaborazione del DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che ci ha permesso di entrare nel carcere dell’Ucciardone di Palermo nell’estate del 2024, dove è ambientato la maggior parte del documentario.
Una sola stanza, un tavolo e una sedia. Alla è seduto come davanti a una giuria, dalla sua cartellina vengono fuori, uno dopo l’altro, decine di documenti. Le carte del processo ma anche tutte le prove messe insieme dalla sua difesa. Lo sguardo dello spettatore esce da quella stanza solo per andare da alcuni testimoni che oggi risiedono in Germania e che, ancora a distanza di anni, raccontano dell’innocenza di Alaa e dei suoi amici.

Il documentario è stato realizzato per Il Fattore Umano in onda su Rai Tre, una serie tv di reportage a cura di Raffaella Pusceddu e Luigi Montebello, che si propone come fact-checking sulle violazioni dei diritti umani nel mondo.
Guarda su Raiplay
https://www.raiplay.it/video/2025/01/LEquipaggio—Il-Fattore-Umano—Puntata-del-28012025-9e80177d-27bf-425d-b035-fe4e6a1920cc.html

